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Itinerari


Itinerario Centro

Raggiungere la vetta più alta di Gran Canaria è una delle principali attrazioni che offre l’itinerario Centro dell’Isola, che attraversa le località di Santa Brígida, San Mateo, Tejeda, Artenara, Valleseco e Teror.

                                   

                                    

Se il punto di partenza di questo itinerario è il capoluogo dell’Isola, Las Palmas de Gran Canaria, il visitatore deve immettersi nel Viale Marittimo (Avenida Marítima), in direzione di una delle principali zone residenziali del capoluogo: Tafira, e proseguendo questa strada arriverà al comune di Santa Brígida.

Per il turista proveniente dalla parte meridionale dell’Isola, il tragitto per accedere alla Strada del Centro (Carretera del Centro) è ora più agevole, giacché non dovrà entrare nel capoluogo, ma prendere la Circonvallazione di Las Palmas de Gran Canaria all’altezza della zona di Jinámar. In solo 5 minuti potrà raggiungere la zona del centro di Tafira Alta e Monte Lentiscal e, proseguendo su quella strada, inizierà l’itinerario del centro.

Santa Brígida

                     

Il villaggio di Santa Brígida si trova a 14 chilometri di distanza da Las Palmas de Gran Canaria, ed occupa una superficie di 23,81 chilometri quadrati. Il nucleo urbano di Santa Brígida è situato in un barranco (gola d’origine vulcanica) con bei palmeti, origine della sua toponomastica preispanica: Sataute.

A Santa Brígida attualmente si fondono il passato agricolo ed il presente residenziale. Infatti, si possono ammirare spettacolari ville e case di coloro che hanno deciso di allontanarsi dal capoluogo dell’Isola, che ormai è diventato una grande urbe.

Se decidete di fare una passeggiata nel centro del paese, potete visitare la Chiesa Parrocchiale di Santa Brígida, un tempio chiaramente neogotico nella sua struttura esterna ed ubicato dove si fondò il primo eremo del villaggio, nell’anno 1522. Se per di più venite a questa località durante il weekend, non potete perdervi la visita del mercato all’aperto nel centro urbano, dove la gente del posto ed i turisti comprano prodotti della terra, un’ampia scelta di formaggi, pane di campagna, marmellate, vari tipi di miele artigianale e di dolci.

Santa Brígida è famosa anche per la sua straordinaria ricchezza paesaggistica. Merita una menzione il Monumento Naturale di Bandama, una caldera vulcanica spenta con una profondità di 200 metri ed un diametro di un chilometro, che offre magnifiche vedute della zona Centrale ed Orientale dell’Isola.

Il visitatore non può concludere la sua escursione e andarsene senza aver visitato la Casa del Vino, in pieno centro storico di Santa Brígida.

Vega de San Mateo

                     

Da Santa Brígida ci dirigiamo verso Vega de San Mateo attraversando la zona di El Madroñal. Ubicato a 22 chilometri dal capoluogo ed a soli 8 chilometri da Santa Brígida, San Mateo dispone di una superficie di 37,89 chilometri quadrati, di cui quasi la metà appartiene al Espacio Protegido de las Cumbres (Spazio Protetto delle Vette).

Una passeggiata nel centro antico di Vega de San Mateo prevede necessariamente la visita della sua Chiesa Parrocchiale, ubicata nella Strada Principale, dove si trova un edificio a due navate, la cui parte superiore centrale è coronata da una serie di campane, progettate da José Luján Pérez, grande ritrattista canario.  La campana del tempio, aggiunta quattro anni dopo la sua costruzione, fu inviata da Cuba da emigranti canari di questa località.

La Strada alberata di Santa Ana, situata vicino alla Chiesa, forma, insieme al Municipio, un complesso in stile neocanario puro. Il sabato e la domenica, il Mercato Agricolo ed Artigianale di San Mateo, è un altro dei luoghi più conosciuti del comune ed oggi giorno è divenuto il principale motore economico della località.

Visitare Vega de San Mateo ci farà scoprire anche incredibili vedute panoramiche delle zone dell’entroterra, dai Belvedere di Montaña Cabrera, il Mirador Natural de La Cruz ed il Montañón. Nella zona montagnosa più alta di Gran Canaria (La Cumbre) si trova Los Pozos de La Nieve, dove nel passato s’immagazzinava la neve per utilizzare l’acqua.

Tejeda

                     

La seguente fermata del nostro itinerario è il comune di Tejeda, nella zona montagnosa di Gran Canaria. Tejeda si trova a 44 chilometri di distanza dal capoluogo dell’Isola ed a 22 chilometri da San Mateo. La sua superficie è di circa 104 chilometri quadrati e sorge a 1.050 metri sul livello del mare. Il punto più alto dell’isola è il Pico de las Nieves (Picco delle Nevi), a 1949 metri.

L’ambiente naturale di questa zona è caratterizzato da immensi boschi di pino canario, che attualmente condividono lo spazio con un’enorme distesa di mandorli. Non possono di certo mancare la cultura e l’arte in questo comune. Il turista ha la possibilità di visitare il Museo di Sculture Abraham Cárdenes, dove si ammira una parte delle opere di questo scultore canario di gran rilievo.

Inoltre, Tejeda custodisce gran parte del ricco patrimonio archeologico dell’isola. Si possono ammirare per esempio i resti di grotte sepolcrali, incisioni, pitture e case. 

Il Centro de Interpretación Degollada di Becerra è un luogo di speciale interesse. Ubicato tra La Cruz de Tejeda ed il Pico de las Nieves, è un belvedere naturale ed un centro d’informazione sull’etnografia locale. Tejeda dispone inoltre di un ecomuseo: il Parco Archeologico del Bentayga, costruito di fianco ad un’imponente formazione rocciosa, il Roque del Bentayga, che serve anche come centro d’interpretazione, sia del complesso archeologico degli enormi monoliti rocciosi (roques) di Bentayga, Andén de Tabacalete, Cuevas del Rey ed il Roquete, sia della zona circostante.

Non bisogna perdersi la visita del comune, della Chiesa Parrocchiale di Nuestra Señora del Socorro, un tempio che risale all’anno 1921, e del Parador Nacional di Tejeda (hotel di alta categoria gestito da organismi ufficiali), quest’ultimo con lavori in corso. Una grande croce di pietra domina la sua entrata e, a pochi metri di distanza, numerose bancarelle vendono prodotti tipici della zona che sono una delizia per il palato dei visitatori, i quali non perdono l’occasione di assaggiare i dolci artigianali tipici del comune.

Un altro simbolo di Gran Canaria si trova a Tejeda: il Roque Nublo, un’enorme roccia basaltica a forma di monolito alto più di 70 metri, risultato dell’azione vulcanica. Al suo fianco si può ammirare un’altra roccia monolitica denominata El Fraile (il frate), poiché assomiglia ad un monaco che prega.

Artenara

                     

Il comune di Artenara sorge nella zona montagnosa più alta dell’isola di Gran Canaria (la Cumbre), a 50 chilometri di distanza dal capoluogo. Questo villaggio ha una superficie di 66,70 chilometri quadrati e si trova a 1.270 metri sul livello del mare.

Nonostante il comune di Artenara si trovi prevalentemente nell’entroterra, una parte del suo territorio arriva fino alla costa, dove predominano le vaste distese di boschi nelle zone di Tamadaba e Tirma. Questi boschi sono diventati due degli ambienti naturali meglio conservati di Gran Canaria.

Artenara è un luogo ideale per ammirare i giacimenti archeologici che rivelano lo stile di vita degli aborigeni canari. Per scoprirlo basta visitare il Complesso Archeologico di Acusa, le Cuevas del Caballero (Grotte del Cavaliere) e le Cuevas de Los Candiles.

Un’altra visita classica è quella dell’Ermita de la Virgen de La Cuevita, eremo scavato in un precipizio che dista 400 metri dal centro del paese. Nella Chiesa di San Matías, del secolo XIX, si trova attualmente la Parrocchia di Artenara; meritano una citazione le sue immagini della Virgen del Rosario, la Virgen de la Concepción, San Matías e San Juan.

Per quanto riguarda i monumenti religiosi e storici, vogliamo menzionare anche l’Ermita de la Candelaria (Eremo della Candelora) ad Acusa, che conserva una serie d’immagini di gran valore: la Virgen de la Candelaria (Madonna della Candelora), l’Immagine del Santo Cristo Crucificado (Santo Cristo Crocifisso), San Antonio di Padua (Sant’Antonio di Padova), il Niño Jesús (il Bambino Gesù) e San Blas.

Valleseco

                     

Da Artenara continuiamo il percorso nell’entroterra dell’isola, in direzione del comune di Valleseco, che è situato a 28 chilometri di distanza dal capoluogo. Questa piccola località si trova ad un’altitudine di 1.000 metri sul livello del mare, ed occupa una  superficie che supera di poco i 22 chilometri quadrati.

Nonostante il suo nome, Valleseco è un villaggio umido che nel passato faceva parte di un grande bosco di laurisilva (bosco tropicale caratterizzato dalla famiglia delle lauracee). Valleseco, infatti, si distingue per la sua vegetazione rigogliosa e perché circa l’80% del suo territorio è considerato Spazio Naturale Protetto.

Si tratta di un comune prevalentemente agricolo immerso in un ambiente naturale rigoglioso. Grazie a queste caratteristiche il visitatore ha a disposizione un’ampia varietà di sentieri e “caminos reales” (sentieri appartenenti al patrimonio storico-culturale dell’isola e recentemente recuperati) e la possibilità di ammirare un interessante bosco di laurisilva di gran valore botanico, come il Barranco de La Virgen, nel Parco Rurale di Doramas.

La rete idraulica che percorre il comune da un’estremità all’altra è un altro elemento di grande importanza dal punto di vista etnografico. Fontane, pilastri, canali d’irrigazione, mulini e lavatoi costruiti dall’inizio del secolo XIX, sono solo una parte del patrimonio culturale di Valleseco. Si tratta della cosiddetta “Ruta del Agua” (Itinerario dell’Acqua), che si può ammirare percorrendo i sentieri ed i cammini.

L’edificio più insigne del paese è la Chiesa di San Vicente Ferrer, caratterizzata da uno stile semplice ed eclettico, costruita su un progetto di Laureano Arroyo Velazco. All’interno conserva un tesoro del secolo XVIII, un organo tedesco di grande valore storico.

Teror

                     

Da Valleseco il nostro itinerario continua e si conclude nel villaggio Mariana de Teror, che dista 8 chilometri da Valleseco e 20 chilometri dal capoluogo di Gran Canaria.

Il comune di Teror è situato nella zona centro orientale dell’Isola, ad un’altitudine di 543 metri ed occupa una superficie di 25,70 chilometri quadrati. Il villaggio ha un fascino eccezionale non solo dovuto alla grande devozione professata per la Virgen del Pino, patrona dell’Isola, ma anche perché si tratta di uno dei comuni grancanari dal più alto valore storico ed ambientale.

Teror accoglie nella sua Basilica la Virgen del Pino, Patrona della Diocesi delle Canarie. Dunque, visitare Teror significa visitare la sua Basilica. Si trova nella Piazza del Pino e la sua costruzione iniziò nell’anno 1767. In seguito fu restaurata in varie occasioni. Dietro all’Altare Maggiore si trova la Cappelletta di Nuestra Señora del Pino.

La Piazza di Teror è il centro nevralgico del villaggio, dal quale si possono ammirare i balconi tipici dell’architettura canaria, che abbelliscono gran parte del comune. La Alameda (viale alberato) è un altro dei luoghi più frequentati e si trova nel centro storico del villaggio. La sua origine risale ad una spianata del 1793, situata davanti al Palazzo Episcopale. In questo Palazzo risiedevano i prelati della Diocesi. Vicino alla Basilica si trova la Piazza Teresa de Bolívar, riformata negli anni 50, dove si può vedere il busto del liberatore Simón Bolívar.

Un altro edificio strettamente legato al nome di Teror è il Monastero del Cister, la cui origine risale all’anno 1882. Al suo interno si conservano ancora le immagini di San Benito e San Ildefonso, di un antico convento del capoluogo. La Fontana Agria è uno dei luoghi più simbolici di Teror ed è composta da tre fonti: Principal, del Agua Agria e del Molino in mezzo.

Tuttavia, se il visitatore desidera passeggiare nella zona verde di Teror, è bene sapere che il comune dispone di vari spazi protetti: Pino Santo, il Parco Naturale di Doramas, con i barrancos de Aguaje e Moya, e la proprietà rurale Finca de Osorio.

Ogni domenica il famoso Mercato all’aperto di Teror apre dalle ore 7.00 alle 16.00 al lato della Basilica. Qui si possono comprare prodotti della terra, dolci tipici ed i famosi sanguinacci (morcillas dulces) e salami (chorizos) di Teror. È inoltre possibile apprezzare l’artigianato del posto, specialmente cesti, oggetti d’ottomani, sculture di legno, trafori, ricami, lavori di fango ed ossa, telai e uncinetto.

 
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