Sembra che la loro comparsa sia dovuta alla presenza inglese nelle Canarie e il loro nome (naife, simile all’inglese knife) sembrerebbe confermarlo.
Il coltello canario, elemento fondamentale della dote dei nostri contadini, è tipico di Gran Canaria e la sua produzione non è mai riuscita a prendere piede nel resto delle Isole. Gli artigiani che li producono appartengono al mondo del ferro battuto e delle fucine; con il tempo alcuni di loro si sono specializzati nella produzione dell’impugnatura lasciando la lama ai fabbri.
I coltellinai canari, contrariamente a quanto avviene in altri luoghi della Spagna in cui vengono prodotti tutti quei tipi di lama indispensabili in cucina o come arnesi di lavoro, producono un solo tipo di coltello chiamato il coltello canario. Oggi vengono venduti a una clientela che li usa come elemento decorativo e l’offerta viene ampliata con la produzione di nuovi oggetti quali: tagliacarte, posate, ciondoli e orecchini.
Il coltello canario è uno dei pochi oggetti artigianali il cui possesso rende orgoglioso il contadino dell’Isola. Con il passare del tempo, il suo possesso viene mantenuto all’interno della famiglia e trasmesso come lascito da padre a figlio. È un arnese di lavoro indispensabile nel campo, utile all’agricoltore per cortare erba e rami, fare degli innesti e in tutte quelle faccende relative alla coltivazione dei banani; e usato anche dal pastore per tagliare foglie di agave o come bisturi per salassare un animale. Non possiamo infine tralasciare che il coltello è stato usato, in più occasioni, come arma di difesa e che molti uomini affermano che “andare in giro senza coltello è come andare in giro nudi”.
Il mestiere del coltellinaio è una prerogativa maschile: le lame vengono eseguite da un fabbro e successivamente montate da un coltellinaio. Il destinatario tradizionale era un uomo. Le donne non usano coltelli e men che meno un coltello canario benché in molte attività domestiche sia necessario usare utensili da taglio. Il coltello, oltre al valore utilitaristico, viene considerato, da chi lo usa, un simbolo di mascolinità.
Il mestiere viene trasmesso patrilinearmente ed è, in ogni caso, strettamente maschile. Generalmente sono i figli dei fabbri coloro che intraprendono l’attività di coltellinai per cui si richiede un tirocinio delle tecniche che, oltre ad essere molto particolari, sono anche molto impegnative.
Ne spieghiamo a continuazione la tecnica.
Il corno viene tagliato in cerchi di diverso diametro e spessore che vengono forati nel mezzo per potervi fissare il codolo del coltello; le due estremità sono trattenute con boccole metalliche. I cerchi del corno vengono incisi in più punti e riempiti con lamine di metallo di diverso colore. La rifinitura si ottiene levigando il manico.
La tecnica dell’intarsio, consistente nell’incastrare su oggetti di legno e non, piccoli elementi di materiali nobili per ottenere forme geometriche e vistosi colori, ricorda il metodo usato per la lavorazione delle impugnature dei coltelli canari.
I principali centri di produzione dei coltelli canari sono le località di Guía, Gáldar e Telde.