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La sorgente d’acqua della ‘roccia dura’

L’isola di Gran Canaria è caratterizzata dall’abbondanza e dalla qualità delle sue sorgenti, ed è famosa per la sua sorprendente acqua minerale. I turisti europei l’hanno apprezzata e decantata da secoli ormai. Tra tutte le acque una delle più menzionate è quella di Firgas: “Per il suo clima tonificante, la sua acqua minerale effervescente, la più buona che abbia mai bevuto e la sua squisita bellezza (…) sono quasi sicura che questo luogo così popolare andrà incontro a grande prosperità”, scrisse alla fine del XIX secolo la viaggiatrice inglese Olivia Stone.

Un bambino osserva l’acqua che scorre nel centro di Firgas

Nella stessa epoca, l’antropologo francese René Verneau scrisse in merito a Firgas (“uno dei paesi più spettacolari dell’isola”): “In questa regione c’è l’acqua minerale conosciuta come acqua "agria", proprio come l’acqua termale di Azuaje (…). Sopra a Firgas sgorga dell’acqua ottima, che esce da una roccia molto dura”.

Nel 1930 La Ideal e Agria, le due compagnie proprietarie delle sorgenti si sono unite dando origine all’acqua che oggigiorno è conosciuta come Agua de Firgas, una delle più consumate nelle isole Canarie. Una strada stretta e serpeggiante che s’addentra nel canalone della Vergine arriva fino a Las Madres, permette di prendere da questo luogo intricato e frondoso l’acqua che s’imbottiglia nel comune stesso.

Agricoltore di Firgas al lavoro
Agricoltori raccolgono il crescione a Firgas

Nel passato le precipitazioni erano più frequenti che adesso, l’acqua scorreva anche in quel canalone, e la gente di tutta l'isola coltivava nei canaloni un altro dei prodotti tipici della sua gastronomia: il crescione. L’agricoltore Pedro Pérez  raccontava alla fine del XX secolo che “grazie a Pepito Esperanza s’iniziò la coltivazione del crescione” intorno agli anni 30 dello stesso secolo.

Nel canalone di Las Meleguinas c'è sempre stata l’acqua, ed anche adesso è così, però lui arrivò quando tutte le acque si prosciugarono ed iniziò a coltivare il crescione, che poi portava al mercato di Vegueta per venderlo”.

Paesaggio di Firgas
Bancarella di dolci nel mercato di Firgas

Pepito portava il crescione appena tagliato nella carretera de Las Madres “e lo metteva su un camion dell'acqua di Firgas, che lo trasportava a Las Palmas”, anche lui saliva a bordo. Altri abitanti della zona seguirono il suo esempio e coltivarono nel canalone, però poi mettevano il crescione in ceste e sacchi e lo portavano a piedi nel mercato più vicino di Arucas. “Partivano da qui alle tre di mattina, padre, figlio e Spirito Santo, tutti carichi. Trasportavano sulle spalle tutti i prodotti che andavano a vendere: crescione, cavolfiore, sedano, zucchine, zucche. Mi ricordo quando mio padre affittava il canalone a cinque mila pesetas all’anno. Erano davvero tanti soldi per quei tempi! Perché le banconote erano di un duro (cinque pesetas)”, continuava a raccontare Pedro Pérez.

Un vecchio mulino di gofio
Un vecchio mulino di gofio

Il crescione è ancora un ingrediente importante della cucina dell’isola, principalmente viene utilizzato per preparare la famosa zuppa che porta il suo nome (e per tanti altri piatti, come le insalate), tuttavia non si coltiva più nei canaloni, perché qui La presenza di acqua abbondante e cristallina non è costante. Agricoltori come lo stesso Pedro e la sua famiglia si sono ingegnati per trovare un modo di coltivarlo creando terrazze che loro chiamano “manantiales” (in questo caso, nel quartiere di San Antón, di fianco alla carretera de Las Madres), che non sono formate da solchi di terra, bensì da piccoli stagni d'acqua.



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